{"id":2167,"date":"2021-04-26T08:59:28","date_gmt":"2021-04-26T06:59:28","guid":{"rendered":"https:\/\/etica-mente.net\/?p=2167"},"modified":"2021-04-26T08:59:31","modified_gmt":"2021-04-26T06:59:31","slug":"impiegato-de-andre-sartre-musica-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/blog\/2021\/04\/26\/impiegato-de-andre-sartre-musica-filosofia\/","title":{"rendered":"L&#8217;Impiegato di De Andr\u00e9: un uomo sartriano?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Individualismo e collettivismo. Nella visione di molti sono termini antagonisti, nati in una modernit\u00e0 che \u00e8 passata dall&#8217;elogio del progresso ad una crisi. All&#8217;interno di questa crisi si risolve il dibattito politico e culturale. Da una parte, il liberismo e la democrazia occidentale, dall&#8217;altra, il marxismo e il comunismo (sovietico, nella sua corrente maggioritaria). Ma tutto questo \u00e8 anche un problema esistenziale e pratico. Un problema per l&#8217;<em>Impiegato<\/em> di De Andr\u00e9 e per Sartre.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Il soggetto per Sartre<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Jean-Paul Sartre pone in luce <strong>l&#8217;azione dell&#8217;individuo<\/strong>, all&#8217;interno di un&#8217;intersoggettivit\u00e0. Ricordiamo le parole che, proprio il filosofo francese, dedica per rispondere alle critiche (mosse da cattolici e comunisti) alla propria filosofia, in <em>Esistenzialismo \u00e8 un umanismo<\/em>: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Ma, se veramente l\u2019esistenza precede l\u2019essenza, l\u2019uomo \u00e8 responsabile di quello che \u00e8. Cos\u00ec il primo passo dell\u2019esistenzialismo \u00e8 di mettere ogni uomo in possesso di quello che egli \u00e8 e di far cadere su di lui la responsabilit\u00e0 totale della sua esistenza. E quando diciamo che l\u2019uomo \u00e8 responsabile di se stesso, non intendiamo che l\u2019uomo sia responsabile della sua stretta individualit\u00e0, ma che egli \u00e8 responsabile di tutti gli uomini [\u2026]. Soggettivismo vuol dire, da una parte, scelta del soggetto individuale per se stesso e, dall\u2019altra, impossibilit\u00e0 per l\u2019uomo di oltrepassare la soggettivit\u00e0 umana. Questo secondo \u00e8 il senso profondo dell\u2019esistenzialismo (Sartre, 1946, pp. 31-32).<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/etica-mente.net\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/sartre-1024x908.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2182\" width=\"390\" height=\"346\" \/><figcaption><em>Jean-Paul Sartre (1905-1980)<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Ma questa prima risposta non \u00e8 conclusiva: troppe volte Sartre e il suo esistenzialismo sono stati criticati per essere una filosofia pessimista, in cui qualsiasi azione diventava vana, divenendo dapprima una filosofia borghese \u2014 poich\u00e9 una filosofia contemplativa e, dunque, di lusso \u2014 e poi una filosofia che ha eliminato Dio come valore universale \u2014 questo \u00e8 l&#8217;umanismo ateo che permetterebbe a chiunque di fare ci\u00f2 che vuole; eppure, al centro dell&#8217;esistenzialismo sartriano c&#8217;\u00e8 proprio l&#8217;uomo ed il suo progetto, che \u00e8 soggettivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Soggettivit\u00e0 che agisce e che agisce sempre in un contesto; un concetto che Sartre ribadisce anche in <em>Critica della ragion dialettica<\/em> (1960), in cui <strong>la dialettica \u00e8 quel processo storico in cui il soggetto \u00e8 l&#8217;uomo con i suoi bisogni<\/strong>, sempre all&#8217;interno di gruppi o di serie.<\/p>\n<\/div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><em>Storia di un impiegato<\/em>: un confronto individuo-gruppo<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">De Andr\u00e9 &#8211; nell&#8217;album <em><strong>Storia di un impiegato<\/strong><\/em> del &#8217;73 &#8211; riesce a ritrarre un processo di &#8220;presa di coscienza&#8221; (usando dei termini legati alla letteratura marxista) di un semplice e giovane impiegato che, all&#8217;inizio, si trova ad osservare i <em>sessantottini<\/em> francesi che preferivano ribellarsi in piena primavera, anche se per loro arrivava la prigione:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Lottavano cos\u00ec come si gioca \/ i cuccioli del maggio era normale \/ loro avevano il tempo anche per la galera \/ ad aspettarli fuori rimaneva \/ la stessa rabbia, la stessa primavera<\/em><\/p><cite>&#8211; <em>Introduzione<\/em> (da <em>Storia di un impiegato<\/em>, 1973) di Fabrizio De Andr\u00e9<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Ascolta i loro canti di ribellione e di accusa alla societ\u00e0 francese degli anni Sessanta: gli studenti ricordano agli spettatori (gli adulti francesi, in maggior parte) che sono rimasti a guardare i propri giovani ad essere <em>massacrati sul marciapiede<\/em> \u2014 una critica all&#8217;indifferenza della tradizionale societ\u00e0 formatosi nel conservatorismo socio-culturale del &#8220;<em>gaullisme<\/em>&#8220;.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Storia_di_un_impiegato\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"512\" height=\"512\" src=\"https:\/\/etica-mente.net\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2193\" srcset=\"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre.jpg 512w, https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre-70x70.jpg 70w, https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre-60x60.jpg 60w, https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/storia-impiegato-de-andre-90x90.jpg 90w\" sizes=\"auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px\" \/><\/a><figcaption><em>F. De Andr\u00e9,<\/em> <em>Storia di un impiegato (1973)<\/em><\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Con cinque anni di ritardo, l&#8217;<strong>Impiegato<\/strong> ragiona, con i suoi trent&#8217;anni che <em>erano poco pi\u00f9 dei loro<\/em>, sull&#8217;azione degli studenti mentre \u00e8 a lavoro, mentre conta i denti ai francobolli e con la fortuna di essere normale nel dire &#8220;grazie a Dio&#8221; e &#8220;buon Natale&#8221;. Poi inizia a cambiare qualcosa in lui: <em>al di l\u00e0 del vetro<\/em>, vede l&#8217;ideale a cui si ispirarono i sessantottini e ne accetta i punti di vista. Ma vede che loro sono gi\u00e0 avanti, lui rimasto indietro e non ha potuto dargli una mano al momento di quel <em>solo maggio di un unico Paese<\/em>. Allora, <strong>l&#8217;azione dell&#8217;Impiegato pu\u00f2 essere solo individuale<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Ormai sono in ritardo per gli amici \/ per l&#8217;odio potrei farcela da solo: \/ illuminando al tritolo \/ chi ha la faccia e mostra solo il viso \/ sempre gradevole, sempre pi\u00f9 impreciso.<\/em><\/p><cite>&#8211; <em>La bomba in testa <\/em>(da <em>Storia di un impiegato<\/em>, 1973) di Fabrizio De Andr\u00e9<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 dunque un confronto tra l&#8217;individuo e il contesto culturale, che \u00e8 il gruppo dei giovani francesi: l&#8217;Impiegato passa dall&#8217;alienazione dei rapporti di lavoro e di produzione all&#8217;alienazione tra gli uomini. Per Sartre, l&#8217;uomo \u2014 come soggetto che produce la dialettica \u2014 pu\u00f2 rischiare di alienarsi nella sua stessa produzione; al che, Sartre propone <strong>due tipi di alienazione tra gli uomini<\/strong>: quella della <em>serie<\/em>, ovvero il collettivo che \u00e8 una molteplicit\u00e0 discreta fondata da questa pluralit\u00e0 di <em>solitudini ostili<\/em>; quella del <em>gruppo<\/em>, ovvero l&#8217;organizzazione di individui caratterizzata da un&#8217;unit\u00e0 di intenti, dove ognuno si immedesima con gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">L&#8217;Impiegato di De Andr\u00e9 si immedesima con il gruppo, eppure, il suo agire &#8211; sempre rivoluzionario &#8211; \u00e8 comunque individuale. Non \u00e8 il momento eroico di quel gruppo che fa la rivoluzione; ma diventa l&#8217;azione di una <em>solitudine<\/em> che guarda ad un ideale di gruppo, senza per\u00f2 l&#8217;agire collettivo. Ecco che l&#8217;Impiegato, che \u00e8 soggetto che <strong>si produce nella sua dialettica, la fa e la subisce nella sua <em>praxis<\/em><\/strong>.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Un&#8217;anarchia<em> pessimista<\/em><\/h4>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Sartre e <em>Faber<\/em> pensano, scrivono e producono opere letterarie, artistiche e musicali che vogliono narrare dell&#8217;uomo del secondo dopo-guerra, degli anni della Guerra Fredda e del Sessantotto. Il cantautore genovese scrive e produce musica per gli ultimi. L&#8217;Impiegato non dovrebbe rappresentare uno degli ultimi: sta nel mezzo, <strong>nella sua mediocrit\u00e0<\/strong> lontana dal vertice del potere e lontana dalla <em>miseria<\/em> e dai rischi che gravano sulle spalle degli ultimi (tra cui anche gli studenti finiti in carcere). Sartre, da parte sua, vuole analizzare l&#8217;esistenza umana attraverso il suo agire, della sua libert\u00e0 che poi \u00e8 quasi sempre <strong>ridimensionata dal regno della necessit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Sartre, nella sua <em>Critica della ragione dialettica<\/em>, fa notare come la storia delle rivoluzioni non \u00e8 altro che una storia di una &#8220;serie&#8221; che si fa &#8220;gruppo&#8221; e di un &#8220;gruppo&#8221; \u2014 a rivoluzione compiuta, dopo la terza fase \u2014 corre il rischio e lo realizza diventando di nuovo una &#8220;serie&#8221;; e cos\u00ec via. Nonostante la sua vicinanza al marxismo e all&#8217;ideale comunista, Sartre fu sempre un anarchico in cui l&#8217;individualit\u00e0 aveva il suo spazio e il suo peso, mai a favore della violenza, contro la quale si scagli\u00f2 pi\u00f9 volte. Eppure, c&#8217;era <strong>una disillusione nella sua anarchia<\/strong> socialista: il socialismo reale, le sue premesse, rimanevano un&#8217;utopia che Unione Sovietica, Cina e Cuba non realizzarono mai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Se Sartre lo espone nei suoi interventi pubblici e nell&#8217;opera colossale della <em>Critica della ragione dialettica<\/em>, De Andr\u00e9 lo racconta con una narrazione musicale ben riuscita che mette in risalto <strong>l&#8217;illusione dell&#8217;azione dell&#8217;Impiegato<\/strong>. Questo personaggio, nella sua <em>Bomba in testa<\/em>, ha ancora paura nell&#8217;agire e affida alla sua immaginazione onirica il compito di abbattere il potere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il primo sogno \u00e8 raccontato dal brano <em>Al ballo mascherato<\/em>, in cui l&#8217;Impiegato abbatte le maschere-simbolo del potere e della tradizione: la bomba \u00e8 la novit\u00e0 che elimina con imparzialit\u00e0, non risparmiando nessuno. In <em>Sogno numero due<\/em>, l&#8217;Impiegato \u00e8 dinanzi al giudice e l\u00ec comprende che in realt\u00e0 ha solo fatto il lavoro del potere stesso:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Imputato, \/ il dito pi\u00f9 lungo della tua mano \u00e8 il medio \/ quello della mia \u00e8 l&#8217;indice, \/ eppure anche tu hai giudicato. \/ Hai assolto e condannato al di sopra di me, \/ ma al di sopra di me, \/ per quello che hai fatto, \/ per come lo hai rinnovat<\/em>o <em>\/ il potere ti \u00e8 grato.<\/em><\/p><cite>&#8211; <em>Sogno numero due<\/em> (da <em>Storia di un impiegato<\/em>, 1973) di Fabrizio De Andr\u00e9<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Il potere stesso (il giudice) gli propone una <em>scelta<\/em>, un <em>aut-aut<\/em> che \u00e8 uno scacco: essere assolto (dunque, continuare a servire il potere) o essere condannato (la galera, simbolo del potere). Ed ecco il terzo sogno, <em>La canzone del padre<\/em>. Un continuo crescendo, un introspezione dell&#8217;Impiegato in risposta al giudice. Ma questi <em>sogni che non fanno svegliare<\/em>, i simboli dell&#8217;asservimento e dell&#8217;alienazione: vanno abbattuti. Ecco che l&#8217;Impiegato si sveglia dal sogno e fa una promessa allo stesso giudice: si vedranno fuori, con l&#8217;Impiegato che \u00e8 ora <em>Il bombarolo<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">L&#8217;azione anarchica s&#8217;\u00e8 fatta realt\u00e0, la bomba \u00e8 pronta <strong>a restituire il terrore<\/strong> al Parlamento francese \u2014 il luogo idoneo per il tritolo e per il Bombarolo. Ma l&#8217;attentato fallisce e l&#8217;ordigno si detona in un chiosco di giornali; l&#8217;Impiegato viene arrestato e non trova l&#8217;appoggio della sua amata (<em>Verranno a chiederti del nostro amore<\/em>): le dice che non dovrebbe accettare quella mediocrit\u00e0, di cui anche lei \u00e8 stanca e il brano si chiude con una domanda esistenziale \u2014 <em>Continuerai a farti scegliere \/ o finalmente sceglierai?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 la conclusione dell&#8217;album del &#8217;73 che rappresenta il momento pi\u00f9 sartriano. <strong>Si unisce la libert\u00e0 esistenziale dell&#8217;individuo nella coscienza del gruppo<\/strong>. <em>Nella mia ora di libert\u00e0<\/em> \u00e8 la conclusione degna di un uomo che <strong>ha accettato di progettarsi e di subire<\/strong> comunque la progettazione di una dialettica storica:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Certo bisogna farne di strada \/ da una ginnastica d&#8217;obbedienza \/ fino ad un gesto molto pi\u00f9 umano \/ che ti dia il senso della violenza, \/ per\u00f2 bisogna farne altrettanta \/ per diventare cos\u00ec coglioni \/ da non riuscire pi\u00f9 a capire \/ che non ci sono poteri buoni.<\/p><cite>&#8211; <em>Nella mia ora di libert\u00e0<\/em> (da <em>Storia di un impiegato<\/em>, 1973) di Fabrizio De Andr\u00e9<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><span class=\"has-inline-color has-vivid-red-color\">Vedi anche: <a href=\"https:\/\/etica-mente.net\/blog\/2020\/11\/28\/pieta-amore\/?swcfpc=1\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">L\u2019etica della piet\u00e0 come amore puro: un salto da Schopenhauer a De Andr\u00e9<\/a><\/span><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti bibliografici<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Sartre, J.-P. (1946). <em>L&#8217;esistenzialismo \u00e8 un umanismo<\/em>, a cura di M. Schoepflin, Roma, Armando Editore, 2014 (Prima edizione elettronica)<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anarchia tra filosofia e musica: l&#8217;esistenza e la sua prassi spiegata attraverso Sartre e Faber.<\/p>\n","protected":false},"author":30,"featured_media":2181,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[18,71],"tags":[701,700,48,699,702],"class_list":["post-2167","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-musiche-dellesistere","category-studenti-e-ispirazioni","tag-anarchia","tag-de-andre-2","tag-esistenzialismo","tag-sartre","tag-storia-di-un-impiegato"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/30"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2167"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2211,"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2167\/revisions\/2211"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.etica-mente.org\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}